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Incremento della sostenibilità delle pratiche vitivinicole, Castello di Brolio, il 27 marzo 2013

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La mattina del 27 marzo, alle ore 9:00  presso la sala convegni delle Cantine del Castello di Brolio si terrà un workshop dal titolo “Interventi per l’incremento della sostenibilità delle pratiche vitivinicole” nell’ambito del Progetto di ricerca IMViTo “Innovazioni per il miglioramento della competitività e sostenibilità della filiera vitivinicola toscana”

Utilizzo dei chips di legno di quercia – Sintesi del Disciplinare

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Il Reg. (Ce) n. 1507/2009 , al Dm 02 novembre 2006 ed i recenti Reg. (Ce) n. 1234/2007 e Reg. (Ce) n. 606/2009 regolamentano l’uso dei trucioli di legno di quercia in enologia.

In estrema sintesi:

1) Devono provenire esclusivamente dalle specie di Quercus

2) Possono essere lasciati al naturale o scaldati in modo leggero, medio o forte, ma non bruciati o carbonizzati (non devono essere friabili).

La Vite

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DESCRIZIONE MORFOLOGICA

Albero: la vite è una specie rampicante, perenne con fusto legnoso e che necessita di un sostegno per svilupparsi, il suo apparato radicale  di tipo fascicolato, può arrivare anche a profondità elevate nonostante il numero maggiore di radici sia concentrato entro un metro. Il fusto è di dimensioni diverse a seconda della forma di allevamento adottata ed è costituita da una parte basale detta ceppo, da cui si diramano una o più branche che portano su di esse i rami produttivi; la corteccia che ricopre il ceppo e le branche prende il nome di ritidoma.

La peronospora

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Plasmopara viticola  Divisione: Eumycota  Sottodiv: Mastigomycota  Classe: Oomycetes

La Peronospora della vite rappresenta una delle più gravi micopatie della vite europea coltivata. Probabilmente è stata introdotta in Europa nel 1878 in seguito a materiale di propagazione infetto proveniente dall’America.

Le prove di stabilità

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Le prove di stabilità servono per prevedere, orientativamente, il comportamento del vino nel tempo.

Determinazione dei polifenoli totali

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I polifenoli sono contenuti nel vino in proporzione variabile e la loro quantità dipende dal vitigno e ancor più dalla tecnica di vinificazione. I polifenoli contribuiscono al sapore del vino soprattutto conferendo astringenza e sensazione amara. Sono suddivisibili in flavoni, antociani, leucoantociani e tannini.

Determinazione del pH

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Metodo:

il pH è la misura della concentrazione idrogenionica del mosto, il metodo si basa sul principio del potenziale di elettrodo.

La spumantizzazione

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Lo spumante, il re degli aperitivi e dei dessert, viene prodotto a partire generalmente da uve a bacca bianca,  come i Moscati, lo Chardonnay ed il Pinot Grigio, oppure possono venire utilizzati anche vitigni a bacca rossa come nel caso del Pinot Nero.

Le analisi dei mosti e dei vini

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La produzione di vini di qualità richiede un costante e continuo monitoraggio analitico di tutte le fasi che, partendo dalla raccolta delle uve portano alla produzione dei vini e quindi alla loro immissione al consumo, infatti per garantire al consumatore un buon livello qualitativo, oltre a rispettare tutte le normali pratiche di igiene che caratterizzano il processo di vinificazione, dobbiamo effettuare un controllo chimico costante sui mosti e sui vini durante e dopo il processo di fermentazione, in maniera da seguirne la sua evoluzione ed eventualmente poter effettuare delle correzioni ed in alcuni casi, di prevenirne i difetti che possono poi sorgere durante le fasi di affinamento ed invecchiamento dei vini in cantina od in bottiglia, difetti che possono provocare anche gravi conseguenze qualitative al prodotto finito.

La solforosa in enologia

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La diffusione dell’impiego del diossido di zolfo in enologia non è una pratica recente, ma al contrario si ritiene che se ne facesse già uso fin dai primi anni del XIV secolo. La solforosa chiamata anche comunemente anidride solforosa o SO2 è un elemento indispensabile nella produzione del vino in quanto dotato di numerose proprietà che partecipano alla qualità complessiva del prodotto finito.